Brogli – Colloquio con i candidati in Sudamerica: Fabio Porta

Brogli – Colloquio con i candidati in Sudamerica: intervista esclusiva al senatore Fabio Porta del Pd

Svolgimento delle elezioni politiche, le attuali di settembre 2022, come al solito funestate, dai soliti, tristi, troppo ricorrenti ed ormai intollerabili brogli sul voto.

A comunicarlo lo stesso direttore generale Vignali, della DGIT-Direzione Generale per gli Italiani nel Mondo e le Politiche Migratorie del nostro Ministero degli Esteri, indicando le segnalazioni inoltrate alla Procura della Repubblica di tre casi di possibili brogli nel mondo: due in Argentina ed uno in Svizzera.

Abbiamo voluto ascoltare, al riguardo, il parere di taluni candidati della Circoscrizione Sudamerica, per comprendere con maggior precisione quali danni comportino loro, in concreto, questi voti truccati e se esistano strumenti per ricorrere contro di essi ed annullarli in Italia nella fase del loro spoglio.

Questa la prima intervista esclusiva al senatore Fabio Porta del Pd.

D.: Una recente normativa consente ai Consolati di trattenere il 30 per cento incassato dai proventi derivanti dall’espletamento delle pratiche consolari da loro svolte per i nostri residenti all’estero. Ritiene realizzabile, per le prossime elezioni, l’attuazione della proposta, se eletti, di innalzare per legge l’ammontare della percentuale trattenuta dai Consolati e di stanziare una parte della somma per una possibile mini “task force”, coordinata da Ambasciate e Consolati con le forze di polizia locali, per prevenire ed intervenire con immediatezza contro l’insorgere o la realizzazione di tali reati?

R.: “Questa norma, fortemente voluta dal Partito Democratico, fu approvata nel 2016, grazie ad una mia iniziativa parlamentare.

“Con il trasferimento del 30% delle percezioni consolari alle sedi che li hanno incassati, si stabilì per la prima volta un principio importantissimo: le grandi collettività italiane all’estero non sono un problema per l’amministrazione dello Stato, ma una “soluzione” perché, proporzionalmente al flusso di risorse che vengono incassate dai Consolati, corrisponde un trasferimento di risorse analogo e sempre di grande dimensione. Con una altrettanto importante, ulteriore indicazione: questo fondo, ribattezzato il “Fondo di Cittadinanza”, deve essere utilizzato per il miglioramento dei servizi consolari e l’eliminazione delle lunghe attese nell’espletamento delle pratiche dei nostri emigrati residenti.

“Se noi riuscissimo a portare questo fondo almeno al 50%, potremmo ottimizzare l’utilizzo di questo grande volume di risorse, destinando parte di questo surplus economico alla contrattazione di nuovo personale a tempo indeterminato e ad una migliore organizzazione e aggiuntivo potenziamento delle operazioni di controllo del voto in epoca elettorale.”

D.: Cosa le piacerebbe suggerire alla DGIT ed al direttore del MAE per reprimere e possibilmente scongiurare tale triste fenomeno dei brogli?

 

R.: “In questa occasione la DGIT e la rete consolare hanno dimostrato senza dubbio una maggiore attenzione alle varie tappe del processo elettorale all’estero. E’ evidente, purtroppo, che senza sostanziali modifiche all’attuale sistema di voto per corrispondenza, anche l’introduzione di alcuni importanti accorgimenti tecnici, unitamente ad un maggiore controllo da parte dei Consolati, non risultino sufficienti ad evitare il ripetersi di interferenze sulla correttezza del voto all’estero.

“Occorre vigilare sulla consegna dei duplicati e sul numero effettivo di schede elettorali stampate da tipografie locali (in alcuni casi, la stampa è stata addirittura affidata direttamente alle Poste argentine). Va potenziato, infine, il coordinamento con le autorità locali di polizia dei diversi Paesi, per un controllo mirato del territorio, cosa quest’ultima, che sarebbe impossibile effettuare da parte delle autorità italiane. Tutte iniziative necessarie e opportune, ma al tempo stesso insufficienti, se non si modificherà l’attuale meccanismo elettorale italiano, pieno di criticità e vulnerabilità.”

Pier Francesco Corso

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