Deputati PD estero: “Per l’IMU gli italiani iscritti all’AIRE siano considerati come gli altri”

IMU

I deputati del PD eletti nella circoscrizione Estero Gianni Farina, Marco Fedi, Laura Garavini, Francesca La Marca, Fabio Porta, alla vigilia del Consiglio dei Ministri che deve esaminerà il decreto sulla sospensione della prima rata dell’IMU per il 2013, hanno inviato al Presidente del Consiglio on. Enrico Letta una lettera nella quale richiedono una parità di trattamento per i cittadini residenti all’estero e iscritti all’AIRE che siano proprietari di un’abitazione in Italia.

Questo è il testo della comunicazione:

“Gentile Presidente, il Consiglio dei Ministri si accinge a varare un Decreto che prevede la sospensione del pagamento dell’IMU per l’abitazione principale. Nulla sarà invece modificato per quanto riguarda il pagamento dell’IMU sulle seconde case, anche di quelle possedute dagli italiani residenti all’estero, alle quali si applicheranno aliquote che potranno variare dal 7,6 al 10,6 per mille. Si tratta di somme a volte di migliaia di euro che incideranno pesantemente sulle economie di famiglie non sempre abbienti e spesso in situazioni di disagio economico. E’ il caso di decine di migliaia di nostri connazionali residenti all’estero. Infatti con l’introduzione della nuova normativa sull’IMU è stata abrogata, dopo quasi 20 anni di vigenza, la legge n. 16 del 1993 che aveva equiparato l’immobile posseduto in Italia da parte dei residenti all’estero all’abitazione principale. La cancellazione con un colpo di spugna di un diritto ormai acquisito da due decenni ha innescato un’ondata di proteste in tutto il mondo da parte dei nostri connazionali, i quali ora devono pagare aliquote IMU molto elevate e senza detrazioni sulle case che essi ritengono essersi costruite o ristrutturate con i loro sacrifici e le loro rimesse e che rappresentano il legame sostanziale e talvolta unico con il luogo di origine.

In una fase di gravi difficoltà economiche e sociali, come quella che attraversiamo, la persistenza del legame con l’Italia di centinaia di migliaia di persone, tramite un’abitazione di proprietà, rappresenta un indiscutibile sostegno per i consumi, le finanze locali, il lavoro di quanti concorrono alla manutenzione di tali abitazioni, la vitalità di piccoli comuni e di centri storici interessati da anni a fenomeni di abbandono e spopolamento.

In qualità di deputati eletti nella Circoscrizione estero ed in rappresentanza di migliaia di nostri connazionali vi chiediamo quindi di considerare l’opportunità di equiparare la casa degli italiani iscritti all’AIRE all’abitazione principale degli italiani residenti entro i confini nazionali, senza lasciare tale facoltà ai comuni, impossibilitati ad esercitarla per le loro difficoltà finanziarie. Questa richiesta vale, naturalmente, anche con riferimento alla sospensione della riscossione della prima rata, che sarà prevedibilmente l’oggetto del decreto che il Consiglio dei Ministri si accinge ad adottare.

In ogni caso, confidiamo nel Suo impegno affinché nella riorganizzazione complessiva del regime fiscale riguardante la casa, la specificità delle abitazioni di cui sono proprietari i cittadini italiani residenti all’estero sia considerata in modo concreto e risolutivo, sia per ragioni di parità tra i cittadini che per i vantaggi che al nostro Paese possono derivare da un rapporto positivo e lungimirante con le nostre comunità all’estero.

Gianni Farina, Marco Fedi, Laura Garavini, Francesca La Marca, Fabio Porta (Deputati eletti nella circoscrizione Estero).
Lo stesso messaggio i deputati del PD hanno inviato al Ministro dell’Economia e Finanze Fabrizio Saccomanni, al Presidente della commissione Finanze della Camera, Daniele Capezzone, e al Presidente della commissione Finanze del Senato, Mauro Maria Marino.

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